La riflessione “Vaccino anti COVID-19: tra Vax e non Vax, qual è attualmente il razionale di una scelta?” è stata da me elaborata e presentata in data 1/1/2021 in questo sito “in velocità”, come risposta spontanea a una perplessità sulla proposta di vaccinazione da me ricevuta alcuni giorni prima. Non è nel mio stile: quanto decido di presentare uno scritto nel sito seguo un più laborioso percorso di elaborazione. Ne consegue che mi è sfuggita un’interessante osservazione sui vaccini a vettore virale, che altri hanno successivamente messo in evidenza. La riporto in questo addendum, come altre osservazioni, che sono la mia reazione allo spettacolo della vicenda “Vaccinazione anti SARS-CoV-2”, svoltosi in questi due ultimi mesi.

  • Non ho finora ricevuto, nè ho trovato risposta alle mie domande sui vaccini a mRNA: quali sono le cellule (l’istotipo) che ricevono l’mRNA, per produrre la proteina Spike? Sono cellule muscolari prossime al sito di inoculo o anche cellule in siti distanti? Tali cellule riversano nel sangue la proteina Spike sintetizzata o la esprimono sulla membrana cellulare? Nel caso che tali cellule esprimano la proteina Spike sulla membrana cellulare la reazione immunitaria ne determina una citolisi? E di che entità? Tra queste cellule possono esservi cellule del sistema nervoso o altri istotipi “delicati”?
  • Ho preso atto che le idee circolanti sono complessivamente molto confuse: ora si sottolinea l’importanza del richiamo vaccinale, ora si ipotizza l’abolizione del richiamo o la riduzione dei dosaggi per ottenere più dosi da una singola fiala, ora circolano notizie sul fatto che vaccini con il 60% di efficacia sarebbero in realtà maggiormente efficaci di quanto dichiarato, ora ne circolano sul fatto che la conservazione dei vaccini a mRNA potrebbe essere valida anche a temperature molto inferiori a quelle attuali, rendendo possibile l’utilizzo di normali congelatori. Tutto questo fornisce l’idea dell’annaspare in cerca di rapide soluzioni senza quel “laborioso percorso di controllo sulla qualità” al quale prima ho accennato, che molta serietà fornisce alla ricerca scientifica. O anche suggerisce che vi sia una linea ideologica “VAX”, non meno ridicola di quella “NO VAX”.
  • Al fine di interrompere la circolazione del virus sarebbe indicata una vaccinazione di massa con un vaccino altamente efficace, nel più breve tempo possibile. E’ un concetto piuttosto chiaro. Eppure, vi sono voci che propugnano vaccinazioni di massa con un vaccino che ha efficacia del 60% senza neppure avere idea dei tempi in cui poterla realizzare. Questo significa che per ogni milione di vaccinati, vi sarebbero 400000 vaccinati, felici di essere immuni (con quel che segue in termini di comportamento) senza esserlo. Inoltre, qualora l’immunità acquisita con la vaccinazione avesse durata limitata nel tempo, potrebbe verificarsi la poco piacevole situazione di una vaccinazione ancora in corso, mentre fasce di popolazione tornano a essere vulnerabili per lo “scadere” dell’immunità. In questo contesto potrebbe verificarsi una recrudescenza dell’epidemia: è evidente che molti giovani troverebbero intollerabili misure restrittive in un contesto di ampia vaccinazione, quando in realtà un’ampia fascia di popolazione è esposta per lo scadere della protezione vaccinale e per la limitata percentuale di efficacia del vaccino.
  • Comincia a essere chiaro che i vaccini a vettore virale hanno un grave limite: la risposta immunitaria nei confronti dei vettori ne ridurrà l’efficacia nelle successive somministrazioni. Avevo intuito la buona idea dello Sputnik (doppio vettore, per evitare gli effetti dell’immunità in corso di seconda somministrazione) e dello Reithera (adenovirus non umano). Ma in ogni caso, qualora l’immunità conseguita non fosse duratura, la loro efficacia sarebbe destinata a ridursi nelle successive vaccinazioni. Se a questa debolezza si aggiunge la comparsa di varianti non tutte responsive al vaccino, si può intuire che il futuro di questi vaccini è tutt’altro che sicuro. Nel precedente scritto sono stato certo troppo ottimista nell’accennare positivamente ad alcuni vaccini a vettore virale.
  • Si potrà notare inoltre che è molto difficile trovare precise spiegazioni sul preciso meccanismo di azione dei vaccini a vettore virale, quali Astrazeneca: qual è la ragione?
  • Si comincia ad intuire che i vaccini del futuro, tecnologie permettendo, sono i vaccini basati su proteine Spike purificate. Ed è appunto questo il vaccino in cui ripongo al momento speranza, a meno che non mi si dimostri una protezione immunitaria illimitata nel tempo mediante i vaccini ad mRNA, oppure una scarsa efficacia dei vaccini con proteine Spike nelle sperimentazioni. Ma sembra che il vaccino di Novavax stia fornendo risultati incoraggianti.
  • Concludo con un’ultima osservazione su alcuni biasimevoli interventi di persone definibili “VAX”, che da parte delle aziende vorrebbero azioni e provvedimenti, assimilabili a un’azione di mobbing, nei confronti di lavoratori che hanno rifiutato la vaccinazione. Ricordo che il mobbing è un reato e che sarebbe tempo di cominciare a incriminare tali irresponsabili persone, tra le quali troviamo pure Presidenti di Ordini dei Medici, per pubblica istigazione al mobbing.