E’ stato recentemente pubblicato da Edizioni Supernova “Palpiti d’ali”, un racconto di Nicoletta Benatelli. L’autrice è giornalista impegnata in tematiche sociali, sanitarie e agroalimentari, è esperta in strategie e prodotti di comunicazione, ma anche autrice di un precedente testo narrativo, “La Rosa bianca”, edito nel 2014. “Palpiti d’ali” è una storia ambientata nell’attualità tra Mestre e Parigi.

All’esordio del racconto schiere di demoni, assetati d’ingiustizia e di sventura, si addensano in cielo. La scena si sposta sulla Terra: Chiara riceve un messaggio sul cellulare: la sorella Alice, residente a Parigi, madre delle piccole Ester e Sarah, è consumata da una malattia incurabile. E’ necessario organizzarsi al più presto per andare a trovarla, ma è troppo tardi, giunge presto il secondo messaggio, che non lascia speranze: Alice è deceduta. A Parigi un amico di Alice, André, militare della Gendarmeria francese, confida a Chiara che trame oscure coinvolgono Maxime Chevet, il marito di Alice, commerciante in diamanti, uomo di dubbia moralità, sospettato di traffici illeciti. Per questo motivo sarebbe prudente allontanare le due bambine dall’influenza di Maxime. Nell’incertezza della situazione, Chiara prende la decisione di trasferirsi ogni fine settimana da Mestre, dove lavora, a Parigi, per assistere le due sorelline. Le successive indagini di André le porteranno notizie ancor più inquietanti: la morte di Alice è stata causata intenzionalmente da un’organizzazione criminale, utilizzando un virus manipolato in laboratorio. Lo scopo, sottomettere Maxime a loschi interessi finanziari, estesi su scala planetaria. Le due piccole potrebbero essere a loro volta strumento di ricatto; diventa quindi urgente tutelarle con un piano di salvezza e affrontare in qualche modo Maxime.

Ogni capitolo del racconto premette sinteticamente alla vicenda terrena un parallelo e correlato svolgimento metafisico, che vede protagonisti la Luce e le Tenebre, demoni e angeli. Il confronto tra l’epilogo della celeste vicenda e la vicenda terrena ci fornisce forse la chiave interpretativa del titolo “Palpiti d’ali”. Il “palpitare” si associa al cuore, simbolo delle emozioni, ma anche all’energia vitale espressa in una dimensione terrena; le ali corrispondono allo spirito angelico, al buon agire. Il “palpito d’ali” sintetizza la condizione esistenziale degli esseri umani animati nella fatica dell’agire dal valore della giustizia, come sono Chiara e André.

La lettura del racconto procede fluida nel periodare, costruito in modo essenziale; le descrizioni di luoghi e di personaggi sono sintetiche, ma mai affrettate. Compaiono sporadicamente suoni onomatopeici e termini intercalanti popolari, che suonano duri per la mia formazione letteraria piuttosto tradizionale, fondata principalmente su romanzi e racconti del XIX secolo. Ma è una questione personale, piuttosto trascurabile.

Tornando alla vicenda del racconto, noto con piacere che la città di Mestre, finora artisticamente ignorata, solo di sfuggita “accarezzata” dal Canaletto in una sua incisione, dimenticata per la prossimità alla celeberrima Venezia, ma urbanisticamente qualificata negli ultimi decenni, diventa finalmente luogo di ambientazione in un lavoro letterario di buona qualità. Anche il suo nuovo ospedale “Dell’Angelo” offre gli ambienti del Pronto Soccorso e dell’ampio atrio, impreziosito da vetrate e da aiuole alberate, per alcune vicende della storia.

Per quanto concerne il volume, la brossura cucita a filo refe fornisce adeguata solidità per l’uso, mentre si sarebbero desiderati caratteri tipografici leggermente più grandi per una più comoda lettura. Attraente il design della copertina, che presenta tracce ariose di colore, in sintonia con il titolo del racconto.

Palpiti d’ali è un’opera adatta per giovani e adulti, a mio parere particolarmente consigliabile agli studenti delle Scuole superiori come occasione per sviluppare un personale approfondimento sui temi sfiorati nel corso del racconto: l’inquinamento e il rischio ambientale nella fase storica di più intensa attività del polo industriale di Porto Marghera; l’attuale disoccupazione e povertà; gli interessi economici sottesi alla vicenda dei “diamanti insanguinati”. Un orientamento per l’approfondimento di questi temi è fornito nelle note in appendice al racconto. In ambito scolastico il loro studio può andar oltre la comprensione del fatto storico in sè, per diventare sia utile esercizio intellettuale, sia l’occasione per elaborare un metodo di ricerca adatto alla comprensione di importanti fenomeni sociali.

In conclusione, “Palpiti d’ali” è una storia di sentimenti, una storia che esalta il valore dell’Amore, proiettandolo in una dimensione metafisica tramite le suggestive premesse ai capitoli, e da qui precipitandolo nella dimensione umana, dove diventa “palpito”, energia mentale e corporea, per sostenere l’azione dei veri eroi del mondo nei suoi (e nei loro) concreti obbiettivi presso la società degli uomini.