Il Padre Nostro

Immagini nella luce di una preghiera

“Ma liberaci dal male”

 

Il traditore

Olio su tela – 45,00 cm x 48,00 cm

 

Nel tradimento subito da Gesù possiamo identificare uno specifico aspetto del male: la malevolenza invidiosa. Essa è riflesso di un’assenza di valori e di ideali filantropici ed è anche fonte di tensioni individuali e sociali, che possono esitare in inimicizie, odi, omicidi e guerre.

Le conseguenze negative della malevolenza invidiosa coinvolgono non solo chi la subisce, ma in modo diversamente drammatico anche chi la esprime. Il caso di Giuda ne è un esempio.

Non conosce invidia l’uomo che desidera migliorare le sue specifiche qualità, prendendo esempio da una o più figure che possono fornirgli per questo fine insegnamento. Un cristiano ha per definizione la disponibilità a collocarsi in quest’ottica, avendo per importante punto di riferimento morale il maestro Gesù in un percorso che conduce alla santità. Tenendo tuttavia presente che nel pensiero cristiano la santità non significa infallibili prestazioni morali. L’esperienza di persone di fede indica che solo “lasciandosi ripetutamente purificare dal Signore è possibile imparare a fare insieme a Lui ciò che Egli ha fatto” (J. Ratzinger): essere in grado di amare al di sopra di ogni personale interesse.

Perciò con l’invocazione “Liberaci dal male” il cristiano può trovare l’occasione di chiedere a Dio di essere purificato per misericordia in un percorso di progressivo miglioramento spirituale.

  

Fonti evangeliche del dipinto “Il traditore”

 
– Luca, 22, 39 – 53
– Matteo 27, 2 – 10
 

Luca, 22, 39 – 53:

[39]Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. [40]Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». [41]Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: [42]«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». [43]Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. [44]In preda all’angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. [45]Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. [46]E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».

L’arresto di Gesù

[47]Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo. [48]Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?». [49]Allora quelli che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». [50]E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. [51]Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate, basta così!». E toccandogli l’orecchio, lo guarì. [52]Poi Gesù disse a coloro che gli eran venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Siete usciti con spade e bastoni come contro un brigante? [53]Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre».

 

Matteo 27, 1 – 10:

[1]Venuto il mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù, per farlo morire. [2]Poi, messolo in catene, lo condussero e consegnarono al governatore Pilato. [3]Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani [4]dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «Che ci riguarda? Veditela tu!». [5]Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. [6]Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: «Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue». [7]E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. [8]Perciò quel campo fu denominato “Campo di sanguè’fino al giorno d’oggi. [9]Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: E presero trenta denari d’argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato, [10]e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.