Il Padre Nostro

Immagini nella luce di una preghiera

“Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”

 

Parabola del servo spietato

Olio su tela – 149 cm x 200 cm

  

14Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; 15ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.” (Matteo, 6, 14 – 15).

 

“Per Gesù l’unico atteggiamento che rende giusti è quello del pubblicano in fondo al tempio che prega: “O Dio abbi pietà di me peccatore!” (Luca, 18, 13). Il perdono è un dono gratuito della misericordia del Padre e non è condizionato dalle prestazioni che l’uomo crede di esibire dinanzi a sé. Gesù insegna nella parabola del figlio prodigo che il peccato non è una macchia da lavare, ma una rottura del rapporto di amore con il Padre. (…) I nostri tradimenti assumono realmente il valore di debito: si tratta di un debito di amore verso il Padre.”

http://www.webalice.it/adecola/pdf/padrenostro.pdf

Nella preghiera del Padre Nostro Gesù indica che in questa situazione le condizioni necessarie per la riconciliazione con Dio sono indissolubilmente due:

– Il desiderio di ottenere “di cuore” perdono da Dio;

– la capacità di manifestare lo stesso amore misericordioso del Padre nei confronti di coloro che esprimono il desiderio di riconciliarsi con noi, dopo aver agito malamente nei nostri confronti.

 

Composizione del dipinto “Parabola del servo spietato”

E’ illustrata la parabola del servo spietato. Quest’uomo ottiene dal padrone con la supplica la remissione del debito contratto nei suoi confronti, consistente in una determinata somma di denaro. Accettato il beneficio dal padrone, il servo non ne assimila invece la magnanimità ed esige che sia messo in carcere un uomo suo debitore, impossibilitato a restituirgli il denaro datogli in prestito; una somma di denaro persino inferiore a quella che il padrone aveva rinunciato a pretendere da lui. Preso atto di questa durezza di cuore, il padrone punisce il servo, considerandolo debitore insolvente.

 

Fonti evangeliche del dipinto “Parabola del servo spietato”

 

Matteo, 18, 23 – 35

 

[23]A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. [24]Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. [25]Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. [26]Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. [27]Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. [28]Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! [29]Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. [30]Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito.

[31]Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. [32]Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. [33]Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? [34]E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. [35]Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello».