Nella figura è evidenziato il modellino di una FIAT 500, che alcuni anni fa acquistai in un negozio di giocattoli e che custodisco tuttora in un armadio. Non era mia intenzione tornare a lontani giochi infantili, né iniziare una collezione di automobili in miniatura: avevo notato alcuni modellini di auto esposti in una vetrina della galleria Matteotti a Mestre e mi era venuto in mente di utilizzarne uno, che non fosse troppo costoso, per ricreare la scena di un particolare incidente stradale. Acquistai quindi la FIAT 500 e mi riproposi di costruire un guard rail in miniatura, ben fissato a un piano d’appoggio. Avrei poi spinto la FIAT 500 contro l’estremità del guard rail, per verificare la possibilità di una sua penetrazione all’interno dell’abitacolo. Avrei infine valutato azioni, per prevenire questa evenienza.
Non si trattava ovviamente di una fantasiosa ipotesi: mi era semplicemente venuto in mente l’esito di un incidente stradale, accaduto nel 1999, poco tempo dopo essere stato assunto presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Portogruaro. L’incidente aveva coinvolto una sola auto, uscita di corsia. Dovettero intervenire i Vigili del Fuoco, poiché il capo del guidatore era rimasto incastrato tra la portiera dell’auto e il guard rail, penetrato all’interno dell’abitacolo attraverso la vetrata frontale. Il collega che andò in soccorso mi fece vedere le foto e mi disse che precedentemente aveva visto un uomo decapitato dal guard rail in un incidente con analoga dinamica. Mi chiesi allora se vi potesse essere un rimedio, ma solo dopo molti anni pensai di passare all’azione, cominciando a procurarmi i materiali utili per il progetto. Nel frattempo, avevo notato che incidenti di questo tipo, seppur inconsueti, non sono eccezionali.
Ma ancor oggi non mi sono deciso a realizzare questo progetto, sia perché ritengo che dovrebbe essere compito d’altri, chiamati istituzionalmente a garantire la sicurezza stradale, sia perché probabilmente la soluzione non richiede neppure la fatica di ricreare la dinamica in uno scenario miniaturizzato: sarebbe sufficiente piegare a terra oppure piegare per lungo tratto verso l’esterno le estremità dei guard rail. Posta questa ipotesi, uno scenario dovrebbe essere ricreato in dimensioni reali, per verificare piuttosto cosa comporti nella realtà questa soluzione: come si comporterebbe un veicolo (auto, moto, camion, autobus), in uno scontro frontale con l’estremità di un guard rail, se questa estremità fosse piegata verso terra, oppure verso l’esterno? E quale effetto avrebbe l’altezza del guard rail?
I guard rail sono strutture potenzialmente dannose anche per i motociclisti, è un problema ben noto: il loro bordo agisce come una lama nell’impatto, causando amputazioni e ampie lesioni da taglio. Restando nella mia esperienza, ricordo di aver operato un motociclista, che giunse in sala operatoria con l’arto superiore amputato e con l’intestino avvolto dai soccorritori in un lenzuolo. I visceri erano fuoriusciti da un’ampia ferita al fianco, prodottasi nell’urto contro il bordo tagliente del guard rail; erano cosparsi di terriccio e di filamenti vegetali secchi, residui di un taglio d’erba. Nonostante la contaminazione e le ampie ferite l’uomo sopravvisse; fu certo molto fortunato, al di là dell’efficacia terapeutica dell’intervento chirurgico e degli antibiotici.
Non entro nel merito della problematica motociclistica: anche risolvendo il problema dei guard rail, la mortalità dei “centauri” non sarebbe particolarmente ridotta, considerando che un’uscita di strada ad alta velocità è, salvo occasionali casi fortunati, un abbraccio alla morte o, al peggio, un percorso di infinite sofferenze.
Concludo con una domanda provocatoria: potremmo evitare di affrontare il problema dello scontro frontale tra autovetture ed estremità dei guard rail, eliminando i guard rail? Ovviamente no! Questo è quanto ci dice il buon senso, prima ancora che le osservazioni storiche poste a premessa della progettazione e dell’installazione dei guard rail.
Ma allora, perché di regola non troviamo guard rail laddove le strade extraurbane sono costeggiate da alberi? Forse perché morire in un precipizio è più impressionante che morire in uno schianto contro un platano?