
Fig. 1 – Asta guidamolla e molla di recupero nel loro alloggiamento; sotto, molla di recupero “9 S” con più elevato precarico
di Enrico Ganz
In un precedente scritto ho presentato la modalità per lo smontaggio e il rimontaggio del gruppo di scatto in una SIG M/49 e nell’equivalente versione civile definita “p210”.
L’asta guidamolla è un’altro componente dell’arma, che potrebbe essere desiderabile smontare, qualora la molla di recupero non fosse soddisfacente per le proprie esigenze.
In un’arma corta semiautomatica la molla di recupero ha le seguenti funzioni:
– stabilizza la corretta posizione del carrello rispetto al telaio ai fini del tiro;
– decelera la corsa del carrello all’indietro al momento dello sparo;
– riconduce il carrello in avanti al termine del suo arretramento, consentendo al meccanismo di disporsi per il tiro successivo.
I motivi per sostituire la molla di recupero possono essere i seguenti:
– molla deteriorata (arrugginita, perdita dell’elasticità per “età avanzata” e duraturo inutilizzo);
– utilizzo di cariche superiori al limite per il quale la molla è stata progettata, determinanti quindi un eccessivo rinculo del carrello rispetto al telaio al momento dello sparo;
– cariche inferiori al limite per il quale la molla è stata progettata, determinanti quindi un’incompleto arretramento del carrello al momento dello sparo; fatto, che si traduce in un malfunzionamento del meccanismo.
Nel caso che la molla fosse deteriorata, la soluzione più semplice consisterebbe nell’acquisto del complesso molla e asta guidamolla, evitando lo smontaggio dell’asta. Tuttavia, se già si possedesse una molla di buona qualità, potrebbe essere più conveniente smontare l’asta guidamolla per il cambio delle molle.
La SIG produsse quattro tipi di molla rispettivamente per il calibro 9×19, per il calibro 7,65×21, per il calibro 22LR e una molla speciale, indicata come “9 S”, particolarmente dura, che è citata in ordini scandinavi e finlandesi (Fig. 1). Qualora volessimo utilizzare cariche elevate nel calibro 9×19 e avessimo la disponibilità di una molla “9 S” svincolata dall’asta, sarebbe utile riuscire a smontare l’asta guidamolla, per sostituire la molla normale con la molla “9 S”.
Concettualmente lo smontaggio dell’asta guidamolla è molto semplice, richiedendosi l’estrazione di uno dei due perni che fissano l’elemento bloccamolla a ciascun estremo. La sua esecuzione può incontrare tuttavia alcune difficoltà e “insidie” e può perciò non essere semplice quanto lo smontaggio del gruppo di scatto.
In fig. 3 sono evidenziati rispettivamente il complesso dell’asta guidamolla/molla e i suoi componenti separati.
La difficoltà maggiore consiste nel disinserimento di uno dei due perni dal suo alloggiamento, al fine di estrarre il rispettivo elemento bloccamolla.
In primo luogo deve essere trovato un cacciaspine di adeguata misura. Il perno ha un diametro di 2,0 mm. Una soluzione consiste nel servirsi di un chiodo in acciaio con diametro appena inferiore a 2 mm, privato della punta (Fig. 2).
Il secondo problema è dato dal fatto che la fuoriuscita del perno è ostacolato dal filamento della molla, che transita davanti a uno dei due orifizi. In questa situazione è consigliabile farsi aiutare, per fissare adeguatamente l’asta guidamolla in una morsa dopo aver retratto la molla dal versante su cui si trova il perno che vogliamo disinserire.
L’asta è cava ed è probabilmente composta da una lega di minore resistenza rispetto all’acciaio: queste due osservazioni orientano a fare molta attenzione nel momento in cui l’asta viene stretta nella morsa: la compressione tra le ganasce deve essere ben controllata e le ganasce della morsa devono essere lisce, per non intaccare la superficie dell’asta. Preciso inoltre che è necessario ingegnarsi per il più adeguato posizionamento dell’asta nella morsa e per una sua stabilizzazione tale da poter battere efficacemente il martello sul cacciaspine posizionato sul perno, ma per questo aspetto lascio spazio all’ingegno di chi volesse cimentarsi nella procedura qui descritta. E’ certamente un momento cruciale. Inoltre, anche qualora sia stata ottenuta un’adeguata stabilizzazione dell’asta nella morsa, la fuoriuscita del perno può essere tutt’altro che agevole. Nella mia esperienza non è stato possibile estrarre il perno sul lato dell’asta chiuso dall’elemento portante il foro per l’open hold, mentre con difficoltà sono riuscito ad estrarre il perno sul lato opposto. Ottenuto questo traguardo, il seguito è molto semplice: si traziona il componente bloccamolla, disinserendolo dall’asta, si estrae la molla e si inserisce la nuova molla.
Nel rimontaggio la maggiore difficoltà consiste nel reinserimento del perno, non essendovi il minimo gioco tra diametro del perno e diametro dell’orifizio in cui deve inserirsi. Ovviamente l’inserimento deve essere effettuato solo dopo aver perfettamente allineato gli orifizi dell’asta con il tramite del componente bloccamolla.

