1. in di Enrico Ganz

In anni passati l’incontro di temporali non è stato per me un’esperienza piacevole durante le escursioni in montagna per il timore dei fulmini. Questo timore mi ha consentito di sviluppare  un’ipersensibilità tale da consentirmi di percepire in questi contesti l’arrivo della pioggia con un anticipo di circa quindici minuti e il manifestarsi del primo lampo o del primo fulmine con un anticipo di tre – quattro minuti. Ma proprio questo timore è all’origine del mio interesse per i fenomeni luminosi naturali. Per questo interesse ieri, 6 Agosto 2026, sono uscito all’aperto all’incirca alle ore 21.30, attratto dal ripetersi continuo di lampi tra nubi frammentate nel cielo, che andava scurendosi. Probabilmente il temporale si collocava al di là del monte Palmìna, in una località chiamata “Garès”. Ma si notavano anche numerosi lampi in direzione Nord. La loro origine era certo molto lontana, considerando che non si udivano tuoni. 

Dopo aver osservato decine e forse centinaia di lampi, improvvisa è apparsa davanti al mio sguardo in direzione Nord una straordinaria manifestazione luminosa nel cielo ormai molto scuro: un arco rosso, che apparentemente collegava i profili montuosi in corrispondenza delle cime d’Auta con il profilo di una nube. La foto qui presentata indica l’area di cielo in cui è avvenuta l’osservazione. La durata del fenomeno è stata molto inferiore alla durata di un lampo o di un fulmine, al punto da dubitare di quanto avevo visto, anche considerando che non avevo mai potuto osservare un simile fenomeno. Ma mi è ben chiara la struttura dell’arco: nel contesto di una debole fascia luminosa di colore rosso vi erano striature trasversali di colore rosso più vivido. L’arco comprendeva all’incirca 2/3 di una circonferenza ed appariva alto nell’oscurità del cielo. Non ho udito alcun tuono, come anche non ho udito alcun tuono associato ai lampi che si manifestavano a Nord.

Successivamente all’evento sono proseguiti ininterrottamente i lampi fino al momento in cui il cielo si è coperto completamente di nubi ed è cominciato a piovere copiosamente.

Ho cominciato quindi a documentarmi sulle possibili manifestazioni luminose nello spettro del rosso, che possono apparire nel corso di temporali. Vi sono tre entità di questo tipo, tutte denominate TLE, ovvero “Transient luminous event”, indicate con nomignoli suggestivi:

– gli spiritelli rossi. Sono reattivi a un fulmine, si formano sopra le nubi a un’altezza di 50 Km e appaiono come colonne irregolari, parallele. Derivano dalla ionizzazione di atomi di azoto causata da elettroni in rapida ascesa nella ionosfera.

Sono stati segnalati da secoli, ma mai presi in considerazione come seria ipotesi meritevole di studio fino all’anno 1989, quando furono fotografati per la prima volta da un veivolo. Una loro varietà sono gli starter, che arrivano a 19 Km di altezza e che non sono associati a fulmini da nube a suolo. Sono stati documentati nelle tempeste oceaniche.

– gli elfi. Sono anelli luminosi con diametro che raggiunge e supera i 500 chilometri; hanno durata di un millisecondo. Derivano dalla propagazione di un intenso impulso elettromagnetico nella ionosfera. La prima documentazione fotografica è stata acquisita nel 1992 da un satellite. Sono denominati con l’acronimo ELVES: Emission of Light and Very low frequency perturbation due to Elettromagnetic pulse Sources.

– gli aloni. Anelli che si propagano verso il basso. Si collocano a quota superiore a 70 Km. 

Nelle tre entità qui citate è implicata la ionizzazione di atomi di azoto. Tramite Internet è possibile documentarsi in modo più particolareggiato su queste manifestazioni, ma rimangono ancora indefinite le precise condizioni per la loro genesi. Un’ interessante questione riguarda la circolarità degli elfi e degli aloni. Questa forma ci riconduce alle onde che si generano in uno stagno in seguito alla caduta di una pietra. Gli elfi dovrebbero essere quindi un’enorme onda elettromagnetica originata da un fulmine, che agisce come la pietra nello stagno. L’onda elettromagnetica circolare diventa visibile nello spettro del rosso grazie alla ionizzazione delle molecole di azoto presenti nella ionosfera. 

Riportato in questo breve scritto quanto è già noto, cosa può emergere di interessante in questa mia “visione” serale?

In primo luogo, la testimonianza della struttura interna al disco: fasce trasversali più nitide rispetto allo sfondo della fascia. Era un elfo? O forse erano spiritelli rossi proiettati sullo sfondo di un alone luminoso da loro stessi generato?

In secondo luogo, si conferma che una manifestazione nello spettro del rosso si produce nel contesto di un’intensa perturbazione elettromagnetica, come attestato dalle centinaia di lampi che hanno preceduto e seguito il fenomeno.

Ma a quale TLE appartiene la manifestazione luminosa che ho potuto osservare?
L’ipotesi di un elfo non si accorda con quanto reperito in Internet dopo ricerca di base mediata dall’I.A. Infatti, emerge che l’elfo è invisibile all’occhio, essendo eccessivamente breve la durata della sua manifestazione: un millisecondo.

Il fenomeno luminoso da me osservato si è manifestato come un ampio arco nello spettro del rosso e verosimilmente, se non vi fossero stati ostacoli, sarebbe apparso circolare come lo è un elfo. Ho percepito con sorpresa la straordinaria brevità della sua manifestazione rispetto a un fulmine.
Ma, se davvero gli elfi non fossero percepibili all’occhio, quale denominazione dare allora a questo TLE? Potrebbero essere spiritelli rossi? Testimonianze di manifestazioni luminose nello spettro del rosso datano da secoli, come un’altra ricerca in Internet ci rivela, ma non sono state prese in considerazione fino all’anno 1989, quando ne fu acquisita documentazione fotografica. Erano spiritelli o erano anche elfi?

Ipotesi “elfo”.
L’ampio arco, che ho potuto osservare tra il profilo dei monti e la nube, era certamente ampia porzione di un anello luminoso, forma tipica di un elfo. Il suo  diametro dovrebbe essere di almeno 500 chilometri, se si considerano i dati forniti dai satelliti per gli elfi e desunti da Internet (posto che ai satelliti non sfuggano elfi di dimensioni minori). Ammesso che il fulmine generatore del TLE si fosse generato nella cella temporalesca che in breve ha raggiunto Falcade, quale sarebbe stata l’estensione del suo elfo visibile in cielo dal mio punto di osservazione? Sarebbe stata compatibile con l’estensione dell’arco luminoso da me osservato? Purtroppo non mi sono documentato prontamente sulla localizzazione della cella temporalesca in atto in prossimità di Falcade e delle coesistenti celle temporalesche del Nord Italia tramite le app dedicate al meteo, quindi ora mi trovo privo di un dato interessante.

Ipotesi “spiritelli rossi”.
Gli spiritelli rossi potrebbero fornire un’immagine luminosa ad anello, simulante un elfo, quando osservati con una determinata angolazione a distanza relativamente vicina, come potrebbe essere accaduto nella mia osservazione. Le foto rinvenibili in Internet ci mostrano invece spiritelli colti da un punto di osservazione molto distante, tale da evidenziarli come serpiginose colonne verticali con sfumato alone sovrastante.
Tuttavia, la regolarità geometrica del fenomeno luminoso da me evidenziato poco sembra conciliarsi con il “disordine” degli spiritelli: nell’oscurità del cielo si è stagliata una fascia circolare debolmente luminosa percorsa da raggi rettilinei di intensità luminosa lievemente superiore.

La mia osservazione orienta a comprendere quale possa essere una favorevole condizione per poter vedere da terra una manifestazione nello spettro del rosso. I TLE si collocano al di sopra delle nubi. E’ quindi necessario non solo che sia in corso un temporale caratterizzato da un’intensa perturbazione elettromagnetica, come desumibile dalla frequenza dei normali fenomeni luminosi nello spettro del bianco, ma anche che l’osservatore sia lontano dalla distesa di nubi temporalesche, trovando il suo sguardo una visuale verso la ionosfera. Nella mia osservazione il profilo dei monti e una nube non hanno consentito di apprezzare la completa forma del TLE, che comunque è apparso sostanzialmente di forma circolare. È stato un incontro fortunato a sguardo diretto con una rara e fugacissima perturbazione elettromagnetica nello spettro del rosso. La particolarità di questa osservazione consiste nel fatto che è potuta avvenire in tutta prossimità della distesa di nubi accogliente la cella temporalesca.

Sono propenso a pensare che alla mia vista si sia presentato un elfo. Con un diametro di 500 chilometri o maggiore? In realtà, se consideriamo la fotografia presentata nell’articolo citato in bibliografia, possiamo mettere in dubbio che gli elfi debbano avere necessariamente dimensioni di 500 km o più (Nota 1). Inoltre, non vi è alcuna certezza che un elfo sia invisibile alla vista. E’ invece certamente eccezionale che si verifichino le condizioni ottimali per poter vedere un elfo da terra. Sono necessarie particolari condizioni meteorologiche, è necessaria una libera visuale tra le nubi, pur in presenza di condizioni meteorologiche avverse, è necessario che per pura casualità la linea visiva coincida perfettamente con il luogo della manifestazione luminosa, che vi sia adeguata attenzione e interesse per il fenomeno dopo l’evento (in caso contrario non sarà documentato), che vi sia oscurità e assenza di inquinamento luminoso. Questa combinazione di elementi ci orienta a comprendere per quale motivo si sia erroneamente affermato che gli elfi non sono visibili ad occhio nudo.
In conclusione propongo un’ipotesi alternativa: potrebbe trattarsi di un diverso bizzarro folletto dei cieli…?
Nel dubbio ho una certezza: ho avuto l’occasione di osservare un TLE anelliforme con struttura “a raggiera”. E ho l’orientamento a considerarlo un elfo. Tentare di classificarlo correttamente e’ certo un  buon obbiettivo. Ma resta la questione più interessante: qual è il fondamento fisico di questa particolare morfologia?

 

Nota 1 – Per inciso, l’immagine riportata nell’articolo citato presenta un anello luminoso privo delle striature che hanno caratterizzato il TLE da me osservato.

 

 

Bibliografia

Siing D, Singh R.P., Kumar S. Et al. Lightning and middle atmospheric discharges in the atmosphere. Journal of Atmospheric and Solar-Terrestrial Physics. 2015; Vol 134, pg 78-101.
Giannatasio F. Spiritelli rossi e fantasmi verdi nell’alta atmosfera terrestre. In https://ingvambiente.com