di Enrico Ganz

 

Annualmente offro un modesto sostegno economico ad Amnesty da quando incontrai a Modena uno specializzando in Chirurgia generale, rifugiato politico cileno, che aveva vissuto nel clima di gravi violazioni dei diritti umani dopo la caduta del governo di Salvador Allende. Ho quindi ricevuto giorni fa il trimestrale “I Amnesty” di ottobre 2026, nel quale è contenuto un articolo dedicato al cantante Piero Pelù, essendogli stato attribuito un riconoscimento per il brano musicale S.O.S.; brano piuttosto poco melodico, ma con sonorità in sintonia con il tema trattato. Dopo averlo ascoltato, ho recuperato un brano dei Litfiba, risalente al 2016, “L’impossibile”, una protesta contro la conflittualità umana. In definitiva, proprio a Modena, negli anni ’90 ascoltavo sempre volentieri i brani del gruppo Litfiba, trasmessi alla radio. L’ascolto di musica leggera era il modo migliore per rilassarmi, prima di dormire, dopo dieci – dodici ore di impegno quotidiano nel Policlinico in qualità di specializzando in Chirurgia generale. 

Non mi ero mai soffermato sul video che accompagna il brano “L’impossibile”, ma questa volta ho colto due elementi che mi hanno fatto riflettere. Infatti, nel video si notano tre anelli alle dita del cantante: a sinistra una figura che potrebbe essere una raffigurazione di Gesù, a destra una croce e nel centro la testa di un leone molto somigliante a quella raffigurata in un mio dipinto risalente al 2009 e inserito nel mio sito tra le immagini dedicate al Padre Nostro. Il dipinto è intitolato “David”. Curiosamente il cantante nomina David nel testo, assumendolo come simbolo del piccolo uomo, che fronteggia la malvagità dei potenti della terra. In entrambe le opere sono rappresentate armi: una lancia nel mio dipinto; asce, bastoni e armi da fuoco nel video. Ancor più curiosamente al termine del video compare un totem dalla testa triangolare, che richiama la figura astratta del mio dipinto. E’ ben vero che il totem è ben piantato in terra, mentre la mia astrazione si libra nell’aria e il loro significato non combacia: il totem potrebbe rappresentare simbolicamente un’unione di pace tra gli uomini, mentre la mia figura astratta rappresenta la misteriosa presenza protettrice di Dio in forma di angelo custode. Tale differenza è compatibile con un diverso credo. Nel video il richiamo alla pace è suggerito da scene trasmesse tramite uno schermo incorporato nel totem, nel dipinto dedicato a David vi provvede uno specifico scenario semi-astratto al di sotto della figura divina.  Un’analogia tra le due figure consiste invece nella leggera inquietudine che ispirano entrambe, contrariamente al loro ruolo pacificatore/protettivo. Dopo aver creato quell’immagine mi posi il problema e me ne feci una ragione: “Probabilmente è la mia inquietudine davanti a un’entità speciale”” mi dissi. 

Come si spiegano le somiglianze? 

Certamente per il mio dipinto non mi sono potuto ispirare al video, che gli è post-datato, ed è ben verosimile che l’autore del video non abbia mai visto il mio dipinto, traendo spunti per il totem e per l’anello. 

Quindi?

Quindi, la spiegazione più razionale è la seguente: nella moltitudine di combinazioni, può capitare che casualmente in due opere vi sia un richiamo al re David, un richiamo alla guerra, un richiamo alla pace, che vi sia inoltre una testa di leone dalle sembianze simili e che vi siano un totem e un angelo custode semiastratti, che si somigliano per la testa triangolariforme e per alcuni elementi astratti del volto. Oltre che per la leggera inquietudine che ispirano contrariamente al loro ruolo benefico.

Ma a noi incontentabili, che abbiamo ricevuto da qualche fisico il messaggio “La realtà non è come appare”, cerchiamo anche un’ipotesi alternativa. E questa ipotesi potrebbe essere suggerita dal fenomeno fisico noto come entanglement: due particelle originate da una stessa sorgente possono essere correlate anche quando situate a distanze cosmiche, assumendo ciascuna i comportamenti della particella sulla quale abbiamo agito, benchè nello spazio che le separa non sia definibile un mediatore del rapporto causa – effetto. 

Questo fenomeno riguarda il mondo delle particelle elementari, che, a quanto pare, ha regole un po’ diverse dalle nostre… pur essendo la nostra realtà composta da tali particelle. Un tale fenomeno potrebbe “lanciarci” verso il concetto di “sincronicità”, sul quale molti studiosi si sono arrovellati. La base scientifica del concetto di sincronicità consiste in coppie di eventi, osservabili nella vita quotidiana, che avvengono simultaneamente, in relazione tra loro (perlomeno per quanto percepito dalla psiche), ma in assenza di un rapporto di causalità tra loro (perlomeno apparentemente). E’ un tema intrigante introdotto da Carl Gustav Jung a metà del secolo scorso, fondato su obbiettive osservazioni, ma di difficile interpretazione intellettuale e non facilmente inseribile in una rigorosa teoria scientifica. Sono giunto a scoprire l’esistenza di questo concetto dopo una mia specifica ricerca in Internet, avendo una sensibilità per l’osservazione di fenomeni sincroni e di “particolari” concatenazioni di eventi, che non noto in altre persone. Queste osservazioni hanno supportato la mia fede in Dio, che altrimenti sarebbe stata fondata esclusivamente su un’educazione ricevuta da fanciullo. 

Per quanto riguarda le somiglianze notate nel dipinto e nel video potremmo ipotizzare qualcosa di ancor più sorprendente: una correlazione tra eventi psichici nel tessuto spazio-temporale, che trascende il tempo… ma qui cominciamo a pretendere di inoltrarci a un livello di conoscenza sovra-umano, per il quale non abbiamo strumenti adeguati, richiedendosi qualcosa di più dei nostri sensi e della matematica. Perciò, tale pretesa rasenta l’ὕβρις, atteggiamento umano, che era fonte di grande timore tra gli antichi greci. Quindi, fatto il pensiero, torniamo umili ai nostri impegni quotidiani, pur consapevoli che la realtà non deve essere considerata semplice come appare.